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Gol Blog
Il blog di Antonio Ussia
 SAN SIRO [Serie A] permalink 
13/05/2008 09:15

Il campionato di zio paperino

Il Milan in champions è vincente. La Juve in champions è perdente. La Juve è la regina d’Italia. Il Milan è il re mida nel calcio internazionale. L’Inter…bhè l’inter sembra proprio sfortunata, come zio paperino

Luoghi comuni. Spesso i luoghi comuni non coincidono con la realtà. Ma sono maledettamente il risultato della storia.

Domenica pomeriggio, al Giuseppe Meazza era un brulicare di colori nerazzurri. Solo i colori sono rimasti evidenti, il resto era ed è rimasto tutto nascosto. La coppa dello scudetto è rimasta in un angolino degli spogliatoi, le bottiglie di champagne sono rimaste in frigo. Persino la maglia di Materazzi è rimasta a coprire i suoi ostentati muscoli e tatuaggi e forse anche la sua vergogna.

Persino il volto ed i dentoni di sciur Moratti e della sua band in tribuna, provavano a nascondere la profonda amarezza per una domenica dalla premesse molto diverse.

Tant’è, la festa è stata rinviata di una settimana, anche se l’Italia in cuor proprio spera che l’ultima giornata possa rivelare l’impensabile.

Non si tratta né di odio, né di vendetta di un juventino astioso. Ma solo il gusto di un disinteressato nel registrare come il calcio sia bello. Come Perugia, come Verona, con o senza Moggi.

Per l’Inter rimane la disfatta. Comunque vada l’Inter ha perso una stagione. Ancora non so se Mancini sia un tecnico più preparato che fortunato. Ciò di cui sono fermamente convinto è che l’Internazionale è nelle mani di un presidente inadeguato, che rende questo club prestigioso, un ilare combriccola di avventurieri alla Brancaleone da Norcia.

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 ROBERTO MANCINI [Serie A] permalink 
02/05/2008 08:33

In mezzo alla fortuna

Ci sono allenatori che lasciano il segno per la loro bravura, altri per la loro fortuna.

Ancora è presto per consacrare Roberto Mancini tra i grandi allenatori. Future esperienze, magari in altre squadre, potrebbero rendere meglio l’idea se ci troviamo di fronte ad un tecnico anche preparato.

I numeri comunque sono dalla sua parte. Nella sua pur breve carriera da tecnico, il fuoriclasse di Jesi, conta già un ottimo palmarès. Esordì in panchina conquistando subito una coppa Italia. Tra qualche giorno, se non sarà questa domenica, sarà la prossima, conquisterà il suo terzo scudetto consecutivo. Anche in questo la fortuna è stata dalla sua parte. E’ arrivato all’Inter nel momento giusto. Calciopoli non solo gli ha consegnato negli annali uno scudetto non festeggiato sul campo, ma gli ha permesso di farsi allestire una squadra che in questo momento è la più forte sicuramente in Patria. All’estero si poteva ottenere molto di più.

Arrivati in rosa Viera ed Ibrahimovic, ha fatto giocare la squadra così come la metteva in campo Capello con la Juve, senza inventarsi nulla. E’ stato premiato. Non so quanto sia stato bravo nella gestione dello spogliatoio. Certamente il fatto di essersi costruito una barriera di collaboratori e calciatori a lui fedeli, gli hanno permesso di non scivolare nei precari meccanismi di equilibrio che esistono all’interno di qualsiasi spogliatoio. Poi si sa, le vittorie sono un toccasana per tutti, esaltano l’ambiente e mettono a tacere gli insoddisfatti.

E’ forse grazie anche a questi elementi che è riuscito a porre riparo al grave errore commesso qualche minuto dopo l’eliminazione champions contro il Liverpool. La sua dichiarazione a caldo di addio all’Inter è stata una vera boutade, che ha per qualche settimana messo in crisi il gruppo. Ma dietro la Roma non ha saputo approfittare.

E allora eccolo il brontolo sampdoriano, pronto a celebrare un successo meritato questa volta sul campo.

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 MANCHESTER [CHAMPIONS] permalink 
30/04/2008 15:29

Made in England

Il Manchester United ed il suo sir Ferguson sono in finale di champions league.

I red devils volano a Mosca per disputare la loro terza finale della storia. Entrambe le precedenti le hanno vinte. Nel 1968 fu Bobby Charlton ad alzare il trofeo a Wembley contro il Benfica nei tempi supplementari. Trent’anni dopo il trionfo fu consumato al camp nou di Barcellona. Tempi supplementari solo sfiorati e vittoria in soli tre minuti scarsi. Al 90’ erano sotto di una rete contro i tedeschi del Bayern Monaco, col portiere Khan tra i pali già pronto a fare festa. Invece accadde l’incredibile; nel giro di due minuti prima Sheringham e poi Solskjaer ribaltarono il risultato, portando in bacheca la seconda coppa.

Comunque vada questa sera nell’altra semifinale tutta inglese tra Chelsea e Liverpool, a Mosca sarà una finale made in England. I sudditi di Sua Maestà, tornano prepotentemente al vertice del calcio continentale, dopo anni di buio e di squalifica del dopo Bruxelles. Si tratta del quarto anno consecutivo che la finale avrà come protagonista squadre del Regno Unito, giusto per ribadire quello che fu un’autentica dittatura nel decennio a cavallo tra gli anni 70 e 80.

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 RIJKAARD [CHAMPIONS] permalink 
30/04/2008 15:20

Il capolinea di Rijkaard

C’era da aspettarselo. Il Barcellona è stato eliminato nonostante abbia mantenuto testa al Manchester United.

Le previsioni funeste per i catalani, non sono da ricondurre all’inferiorità del Barça rispetto ai loro avversari. Tutt’altro.

Il Barcellona per impianto di calciatori rimane una delle squadre più forti del mondo. E’ un vero peccato che gente come Messi, ma anche il gioiellino Bojan Krkic non vadano a Mosca per giocarsi la finale. Senza non citare tutti gli altri compagni di squadra, ciascuno un fuoriclasse nel proprio ruolo.

Il c’era da aspettarselo nasce solo dal fatto che negli ultimi mesi, l’ambiente all’ombra della Sagrada Familia, si è deteriorato. Le conferenze stampa banali di Rijkaard, i malanni di Ronaldinho, prima che arrivasse l’infortunio vero, hanno dilaniato il rapporto nello spogliatoio.

L’impressione è quella che il tecnico olandese, avesse dalla sua parte, solo pochi calciatori. Da qui una serie di errori, anche tattici, con l’impiego di alcuni giocatori in ruoli, il cui rendimento non è stato brillante. Perdendo solo Ronaldinho e forse anche un Zambrotta che comunque non ha lasciato il segno, con un altro allenatore, i blaugrana torneranno sicuramente protagonisti nella prossima edizione.

Rijkaard lascia comunque da vincitore. Nonostante la mancata conquista mondiale, lascia in bacheca campionati, bel gioco, ma soprattutto quella coppa dei campioni spesso ostica al prestigioso club catalano.

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 OFFSIDE [FRATELLI dI TAgLIA] permalink 
17/04/2008 16:38

"Scandalo Juve"

I tempi cambiano. Persino i comunisti non ci sono più. Anche se Berlusconi resiste, la darwiniana evoluzione della specie, conta mutamenti sensibili nel panorama pallonaro italico del dopo Moggi.

Una volta, neanche tanto tempo fa, nell’anno 3 o 4 a.m. (avanti Moggi), una rete non valida a vantaggio dei bianconeri, era tremebonda litigata per settimane intere. Era grido di scandalo e di dolore, con qualche addetto ai lavori che profferiva la proverbiale frase "campionato falsato". Erano titoloni di giornali che gridavano allo scandalo, con gigantografie dei filmati in successione per le prime cinque pagine dell’azione incriminata, con tanto di linee, centimetri e goniometri.

Puntate intere in televisione di opinionisti e moviolisti di fissa dimora, che lanciavano strali contro il sistema e la sudditanza verso i grandi club.

Oggi, in epoca post-calciopoli, nell’anno 2 d.M. (dopo Moggi) è tutto un osanna bianconero.

La rosea Gazzetta titola in prima pagina "E’ Juve champions" e neppure quel gran candido del Cannavò, bisbiglia giustizia. Gli fa eco da "Roma Capoccia" il vocalelliano Corriere dello Sport, con quel roboante titolo "Juve a valanga". Al Parma ed ai parmensi non rimane che consolarsi forse con la locale "Gazzetta di Parma", per giustificare in parte la sconfitta. Aperta parentesi tecnica: non che gli emiliani guidati da Cuper abbiano lasciato il segno nella gara per meritare qualcosa di diverso, chiusa parentesi.

Per la cronaca, il vantaggio bianconero era in netto fuorigioco e la dinamica dell’azione non era poi così complicata da decifrare per l’assistente dell’arbitro.

Ma una brezza nuova soffia nel povero calcio italiano, dove persino qualcuno si augura che il ritorno berlusconiano, abbassi le aliquote irpef su redditi elevati, in maniera tale da consentire ai club di ingaggiare qualche funambolico e costoso fuoriclasse.

Sinceramente non so se essere nostalgico per i tempi che furono, oppure euforico per il nuovo volto pieno di trucco che madama offre nel rinato panorama cobolliano, in pieno pontificato del beato Matarrese.

Una sola certezza: oltre ai comunisti scomparsi, l’infima condizione dei "giornalai italici".

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 ARSENAL [CHAMPIONS] permalink 
09/04/2008 07:53

La meglio gioventù

 

Mi dispiace per l’Arsenal. Una squadra bella e giovane. Troppo giovane per resistere e prevalere sull’esperienza di un Liverpool che conquista l’ennesima semifinale champions targata Benitez in panchina.

E’ probabile che l’uscita per infortunio di Flamini, abbia complicato i meccanismi organizzativi di Wenger, bruciando le strategie sia di gioco, sia di cambi successivi nel corso della gara. Adebayoor in attacco fa il paio col goal divorato negli ultimi minuti del macht d’andata contro il Milan, quando la sua testata incoccia in pieno la traversa sciupando una ghiotta occasione. Ieri sera è accaduto qualcosa di molto simile, anche se la palla, questa volta vagava per le terre ed è stata ciccata con i piedi.

Sintomatica l’immagine al momento del pari del 2 a 2 siglato dall'Arsenal. Wenger dalla panchina che invita i suoi a mantenere calma e concentrazione. Tutto inutile, i giovani “gunners” erano già in festa, mentre gli avversari galoppavano verso l’area di rigore.

Rimane il Liverpool, rimane quel Benitez che non riesce a vincere la premier, ma che riporta i “red’s” al prestigio europeo fine anni 70 ed inizi 80.

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 MICHEL [PICASS0'] permalink 
04/04/2008 16:00

Omaggio a Platini

Quando quel gol venne annullato

 

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 RANIERI [JUVENTINI] permalink 
03/04/2008 11:58

Un buon sarto

Lo confesso, a me Claudio Ranieri come tecnico piace.

Non è il migliore in circolazione, ma certamente è quello che poteva fare al caso della Juve in questo momento.

Del resto Marcello Lippi, dopo un mondiale vinto non voleva certo ricominciare da una piazza esigente, da un club impegnativo e da un curriculum di riguardo ottenuto in quello stesso club nelle precedenti stagioni.

Ranieri è riuscito a mantenere unito un gruppo composto comunque da una buona parte di fuoriclasse, senza creare attriti tra le diverse logiche fazioni di spogliatoio. Ha motivato a dovere i giovani, compreso quelli che hanno dovuto misurarsi con una maglia impegnativa come quella della "vecchia signora". Penso a Molinaro, che seppur profonda il massimo impegno sulla fascia, mostra ancora evidenti limiti da calciatore da grande club. Ha contribuito a far rinascere un Le Grottaglie che pareva ormai irrimediabilmente bruciato sotto la Mole.

Talvolta riesce a dare persino l’impressione che rispetto agli attuali dirigenti, è lui l’unico ad aver capito di lavorare per la Juventus football club. La Juve degli Agnelli, quelli veri, con matrice aziendalista e col giusto peso della storia. Ovviamente errori ce ne sono stati. A mio parere Criscito è stato uno di questi. Non si può far sentire il peso degli errori ad un giovanotto molto promettente, solo perché un certo Totti gli scappasse più volte in quel primo tempo dell’Olimpico. Pare che anche il bluff di Tiago sia riconducibile alle sue consulenze, anche se delle attenuanti si possono avanzare.

Altro momento di perplessità l’ho avuto quando ho visto il tecnico romano, impietrito ed inerme davanti alla sua panchina nel macht d’andata di Coppa Italia a San Siro contro l’Inter. Mi è sembrato intempestivo nel prendere una decisione per approfittare sia della inferiorità numerica dei nerazzurri, sia dello svantaggio di reti, capace di contribuire a cambiare il corso alla gara. Partita cambiata e riacciuffata solo grazie alla fortuna unita alla bravura di Del Piero.

Al di là di questi aspetti, per tutto il resto, occorre riconoscere che Claudio Ranieri si sta dimostrando un buon sarto, con a disposizione una tela un po’ pregiata, ma anche con pezze di scarso valore.

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 AMBIENTI [CHAMPIONS] permalink 
02/04/2008 15:03

La destabilizzazione

Qualche settimana fa, al termine della gara di champions league che l’internazionale ha perso in casa contro il Liverpool, il tecnico Roberto Mancini, non ha retto a qualche critica piovutagli addosso ed ha reso pubblico ciò che in pochi conoscevano: cioè che al termine della stagione avrebbe salutato tutti e sarebbe andato via, lasciando due sicuri scudetti, non importa se uno di cartone, e l’imminente terzo consecutivo. Così a memoria non ricordo un filotto dell’Internazionale nella sua secolare storia, mentre tre vittorie consecutive, mancavano dal 1991 al 1994 targato Milan.

Quello sfogo post-partita fu un errore strategico enorme. Un effetto destabilizzante nell’ambiente meneghino sponda nerazzurra che potrebbe costar caro, nonostante le promesse d’orgoglio che i calciatori hanno giurato al loro presidente in "camera caritatis". L’Internazionale si è trasformata così da armata invincibile a fragile brigatuccia, permettendo pure alla odiata juventus di bastonarla a San Siro, gol di Camoranesi in fuorigioco compreso.

Qualcosa di diverso sta accadendo a Barcellona. Altro grande e prestigioso club che vive un momento non proprio felice. Sabato sera, al Ruiz de Lopera di Siviglia, "al Barsa" con suono nasale tipico catalano, vinceva contro il Betis 2 a 0 dopo appena un quarto d’ora. Poi negli ultimi minuti della gara, i biancoverdi culminarono la "remontada" vincendo 3 a 2. Rijkaard che ha riportato titolo della liga, ma soprattutto champions league nella capitale catalana, è messo fortemente in discussione dai tifosi blaugrana.

Ad infiammare gli animi c’è pure l’affaire Ronaldinho, lasciato fuori rosa da qualche settimana con la scusa di un problema fisico che lo stesso brasiliano contesta. Insomma l’ambiente è abbastanza infuocato e con un Real che si allonata, un Villarreal che lo scavalca al secondo posto, un eliminazione in champions sarebbe da sommossa da "terra lliure". Eppure ieri sera, a Gelsenkirchen, il Barça continua a dimostrare di essere "mes que un club" (più che un squadra di calcio), battendo lo Shalke 04 per 0 a 1 grazie al gol del prodigio Bojan.

In questo caso, l’effetto destabilizzazione non è ancora maturato.

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 VANDERSAR [CHAMPIONS] permalink 
02/04/2008 00:01

Van der...Doni

 

Mancava Totti e non è cosa da poco, ma il Manchester United è forte. Del resto l’anno scorso con Totti in campo i britannici di sir Fergusson vinsero lo stesso. Eccome!

Panucci si è divorato un “basta spingere” rivestendo di colpo i desiderosi ardori della Ferilli che probabilmente rimarrà vestita almeno al Circo Massimo.

Nella serata di questo primo aprile, rimane il senso genuino delle rivincite.

Come quello di Edwin Van der Sar, di Voorhout 37 primavere sul groppone. La Roma gli ricorda quella nefasta stagione 2000-2001, quando era il titolare della porta della Juventus che arrivò seconda dalla squadra giallorossa guidata da Fabio Capello, con 2 punti di distacco.

Nel posticipo serale del Delle Alpi a sei giornate dal termine del campionato, Van Der Sar si mostrò incerto su una palla vagante calciata dal giapponese Nakata, quello delle regole del gioco cambiate in corso di campionato. Anche allora era vigente l’era Giraudo-Moggi, ricordarlo ai giudici please.

Fu un brutto campionato per il portiere della nazionale olandese, con quel gol che ne sancì l’addio da Torino.

Questa sera all’Olimpico la riabilitazione anche nel BelPaese. La rivincita è passata attraverso due interventi difficili, lasciando il gusto amaro della delusione al pubblico romanista ed al proprio portiere, il brasiliano Doni, al quale è toccato rivedere e rivivere sulla propria pelle l’effetto “Nakata” in occasione del secondo gol dei red devil’s.

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 RETROCESSIONE [JUVENTINI] permalink 
01/04/2008 19:41

Sono in serie C

Non posso andarmene in santa pace in vacanza che al ritorno mi ritrovo miseramente in SERIE C, senza passare dalla serie B. Come al gioco del Monopoli.

I tifosi juventini che non si riconoscono nell’attuale dirigenza, secondo "l’illuminato" Cobolli al secolo anche Gigli, sono dei tifosi da serie C.

Bene caro il mio "smile" salvatore della Rinascente e delle sue controllate e collegate, prestami 800 barra 900 mila "euri", che incarico il notissimo ed illustrissimo avvocato Zaccone affinchè mi risparmi tale doppia ed infima retrocessione. Sono sicuro che i giudici alla fine mi rimediano una "nobile" serie B.

Del resto i precedenti depongono a favore del "principe del foro"!!!

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 SORTEGGI [CHAMPIONS] permalink 
14/03/2008 14:49

Alternanza

Come al solito di questi tempi mi avventuro in pronostici. Intanto non li becco mai!

Passano Arsenal, Manchester, Barcellona e Fenerbahace.

Se Arsenal e Barça non si scontreranno in semifinale, si vedranno in finale, giusto per un principio dell’alternanza degli ultimi anni champions!

Magari questa volta vince l'Arsenal?

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 COMING OUT [CHAMPIONS] permalink 
11/03/2008 23:46

L'Europa vedova degli onesti

Che brutto quando un intero stadio piange.

Che bello quando qualcuno se la ride!

L'Inter è fuori. Benitez fa filotto. Alla guida dei "reds" si toglie lo sfizio di far piangere nell'ordine, Juventus, Milan e questa sera l'Inter, anche se contro i rossoneri nello scorso maggio ci lasciò le penne nella finale.

Tra andata e ritorno l'Inter ci lascia un calciatore a macht. All'andata Materazzi si beccò il giusto doppio giallo, al ritorno il collega di "mattanza" Burdisso subisce legittima egual sorte. Entrata scellerata nonchè pericolosa, ma soprattutto inopportuna in mezzo al campo e subito verso gli spogliatoi. In undici, l'Inter avrebbe potuto aprire il macht in qualsiasi momento, anche se i ragazzi di Benitez, erano stati indottrinati a dovere.

Il tecnico di Madrid è uno studioso della fase difensiva all'italiana. Lo ha dimostrato proprio questa sera, con una difesa che non è eccelsa tecnicamente, ma ha fatto gli straordinari in termini mentali.

L'esempio eviedente per gli sprovvisti di football, sono le entrate in anticipo tipiche alla "Cannavaro" mondiale. Interventi che non rientrano nell'attitudine mentale dei calciatori nativi fuori dal Belpaese. Del resto lo aveva già dimostrato quando giocò il macht di ritorno a Torino contro la Juve, inchiodando i bianconeri sullo 0 a 0.

Non rimane che "piangere" l'Inter, la superpotenza italiana. L'Europa da questa sera è più triste, vedova dei dentoni del figlio di Angelo, di Valentino Rossi col suo amico Marco, quello delle Ande, di Gino e Michele,delle formiche se c'erano e persino dei novelli sposi giapponesi che torneranno nel Sol Levante portandosi dentro i colori di una "onesta" eliminazione.

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 LILLO [FRATELLI dI TAgLIA] permalink 
10/03/2008 09:37

Ladri juventini?

Si chiama Lillo e non è presidente della Reggina. Se è per questo non è nemmeno un umanoide, ma semplicemente il cane del figlio, a sua volte figlio del prestigioso Angelo Moratti. Si cita il nonno per dare giusto lustro. Insomma il nipote di Massimino.

Ebbene il "sciur Lillo" non aveva partecipato alla festa del centenario della Beneamata. Non si voleva forse prestare il fianco a qualche battutaccia del tipo "festa da cani".

In tutti i modi, i servigi al suo padrone li ha compiuti ugualmente. Nella notte il prode Lillo, con i suoi bau bau, ha allontanato dalla dimora del figlio del presidente dei ladri minacciosi. Bravo Lillo.

Domanda: "Chissà se sotto il passamontagna c'era la pelata di Moggi, teso all'operazione recupero scudetto!!!"

Massì, ridiamoci sopra, anzi una conferma: Visto che i juventini non sanno rubare?

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 GUSSONI [Serie A] permalink 
08/03/2008 13:20

Fuorigioco!

Se è vero quanto riportano oggi alcuni giornali, che l’arbitro Bergonzi, non è sotto scorta, né tanto meno viva in luoghi sconosciuti per sicurezza alla sua persona, allora vuol dire che, o qualche burattinaio ha inventato tutto, oppure che il presidente degli arbitri italiani Gussoni, è un autentico irresponsabile.

Le questure di Genova a Savona, hanno precisato che non hanno mai avuto segnalazioni riguardanti tutele da offrire all’arbitro Bergonzi, la cui unica minaccia alla sua persona è stata all’indomani di Napoli-Juventus, dove l’arbitro della sezione di Genova, fu vittima di insulti da un gruppo di tredici-quattordicenni. E’ vero che la violenza giovanile stia abbassando notevolmente la media dell’età per esordire nel mondo della malavita, però pare che quella contestazione non fosse poi così cruenta. E mano male.

La denuncia di Gussoni gridata ai quattro venti e riportata in pompa magna dai media, diventa un problema se non veritiera. Perché ogni domenica molti arbitri si sacrificano nel nome della passione per questo sport, andando in sperduti campi di terra battuta e senza un filo d’erba, rischiando la propria incolumità. Lo dice lo stesso presidente dei direttori di gara, che la situazione in particolare in Campania, Calabria, Sicilia è esplosiva.

Ma in quelle regioni è così da anni. Anzi vent’anni fa era anche peggio! Allora perorare la causa di tanti arbitri che spesso rischiano nelle serie minori, attraverso il grido di "al lupo al lupo", rischia di incattivire tutto l’ambiente, soprattutto se le denunce arrivano dalle stanze ovattate, pulite degli stadi di serie A. Chi rischia ogni domenica è colui che calca i campi dilettanti.

E’ vero che il designatore Collina è sotto scorta. Sono convinto che purtroppo non ci sia nulla di inventato. Ma la denuncia dell’altro giorno del signor Gussoni è stata un clamoroso fuorigioco inesistente.

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 OMINICCHIO [FRATELLI dI TAgLIA] permalink 
08/03/2008 12:59

Senti chi pirla

Solo due cose. L’ominicchio dice che l’Internazionale non è mai stata implicata in questioni giudiziarie. Bilanci e passaporti evidentemente sono stati rimossi dalla sua mente.

La fortuna del massimino sono stati nel bene e nel male i suoi collaboratori. Talvolta inesperti, ma spesso dei veri cortigiani alla mercè del re, pronti a sacrificare la propria dignità. Oriali, campione del mondo e cavaliere del lavoro, viene condannato per il passaporto falso di Recoba. I fatti dicono che Oriali ha fatto tutto da solo e che il suo presidente non sapeva. Poverino! Oriali in tutti i modi è rimasto al suo posto.

Non contento del riferimento alla giustizia, il massimino rincara la dose, inneggiando all’Internazionale come squadra principe di Milano. Il problema non è se l’Inter sia più famosa e vincente del Milan, anche se la bacheca pende verso i rossoneri, ma che un presidente, di un’importante e ricca famiglia, smarrisca (sempre se ce l’abbia mai avuta) la lucidità della ragione, perdendosi in frasi populiste, prive di verità e saggezza.

Frasi che mortificano un club glorioso come l’Inter, la cui storia è arricchita da trofei ed eccezionali calciatori che hanno contribuito a scrivere pagine epiche.

Peccato che abbia al vertice un omino, che perseveri nell’ignoranza calcistica e faccia di tutto per rubare la scena agli "antipatici" Moggi e Giraudo, con la differenza che quella coppia era un pregevole assortimento di managerialità e competenza calcistica, mentre il figlio di Angelo, confonde la bandierina del calcio d’angolo, con la bandiera dell’associazione italiana arbitri.

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 CENTINTER [Serie A] permalink 
06/03/2008 18:02

Cento, duecento...cartoni

  

Che strana coincidenza il 2008.

In questa settimana l’Internazionale fc festeggerà i suoi 100 anni. Alla presidenza Moratti, figlio di Angelo, che ci arriva con 14 scudetti più uno a tavolino, che i più cattivi tacciono di cartone, 2 coppe dei campioni, 2 intercontinentali, 3 coppe uefa, 5 coppe Italia, 3 supercoppe italiane, ma soprattutto unico club italico a non aver mai bevuto la cicuta della serie B.

Una storia comunque grande quella nerazzurra, soprattutto nel ricordo degli epici anni dell’Ambrosiana targata "Pepin" al secolo Giuseppe Meazza, due volte campione del Mondo, autentico idolo dell’Italia di quei tempi, dallo stampo diverso rispetto a qualche beniamino tatuato dell’odierna curva meneghina.

Poi l’Angelo, il sciur delle coppe dei campioni all’epoca dalle orecchie piccole e del calcio passato alla storia come catenaccio del tecnico Helenio Herrera.

Adesso il figlio, che per vincere qualcosa escogita la tattica più vincente; intercettazioni telefoniche solo degli avversari.

Coincidenza? Tra un mese, ricorreranno i duecento anni dalla nascita di Antonio Meucci da Firenze, emigrato in America. Si, si, proprio lui, l’inventore del telefono! La fortuna del Massimino.

Quello stesso Meucci che si vide sfilare in vita la primogenitura dell’invenzione da chi diventerà un colosso del settore come Alexander Bell, quello della famosa Bell Company. Centenari e strane sorti. Come quella dell’inventore italico che si vide sfilare il titolo come un brevetto di cartone.

Auguri all’Internazionale, ma non di cuore!

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 SEMO DE ROMA [CHAMPIONS] permalink 
06/03/2008 12:49

Meno Dorian Gray, più Spalletti

Roma è città difficile nel football. E’ una di quelle città dove il dodicesimo uomo esiste nel bene e nel male. Nel bene, il pubblico dimostra l’amore passionale incondizionato che si traduce in vicinanza continua alla squadra. Nel male perché questa vicinanza alla vigilia di eventi importanti si rivela un’arma a doppio taglio.

Senza scomodare la finale persa all’Olimpico lontana ormai un quarto di secolo, con il re di Roma tal Paulo Roberto Falcao, traditore per un calcio di rigore mai battuto, la mente corre veloce alla passata edizione, quando i capitolini, proprio negli ottavi, diedero autentico spettacolo contro un avversario forte come l’Olimpique Lyonnais.

Dopo aver terminato a rete inviolate all’Olimpico il macht di andata, la truppa di Spalletti sbaragliò la Gerland di Lione con un perentorio 2 a 0. Poi nei quarti scomparve sotto il diluvio Manchester United, che all’Old Trafford rifilò un impietoso 7 a 1 ad una Roma, che da "rometta" di anzaloniana memoria si è trasformata nel tempo in un "romona", talvolta crudele, ma spesso interprete del celebre libro di Oscar Wilde "il ritratto di Dorian Gray".

I prossimi turni ci diranno se il libro di lettura per i giallorossi sia cambiato. In bocca alla lupa!

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 REAL MADRID [CHAMPIONS] permalink 
06/03/2008 12:45

Gli ottavi Real

Per la quarta volta consecutiva il Real Madrid esce dalla champions league negli ottavi di finale. Juve, Bayern, Arsenal e ieri sera la Roma i cecchini delle merengues nelle ultime quattro edizioni.

Sette anni fa l’ultima finale, vinta contro il Bayer Leverkusen per 2 a 1 con quel fantastico gol di Zinedine Zidane. L’anno successivo uscì nelle semifinali contro la Juve, e quello dopo nei quarti ad opera del Monaco targato Deschamps.

Ieri sera la batosta gli è stata servita dalla solita splendida Roma. Bernd Schuster è giunto dove sono arrivati nelle precedenti edizioni i suoi colleghi Capello, Lopez Caro e Luxemburgo. Tutti avevano squadre galattiche, tutti hanno fallito negli ottavi, nessuno è stato eliminato da quella che è diventata la squadra campione del torneo, mentre il solo Lopez Caro può contare sull’attenuante di essere uscito per mano della finalista Arsenal.

Un club quello di Madrid, che punta ogni stagione a costruire un "equipo" capace di contendere il primato all’odiato Barcelona fc in patria, ma soprattutto punta a vincere quella coppa che la vede primeggiare nell’albo d’oro dall’alto dei suoi nove trofei.

Neppure il "Santiago Bernabeu" mantiene quell’alone di invincibilità che lo caratterizzava un tempo. Ieri conquistato dai "romani" (corsi e ricorsi storici), due anni fa ammutolito dai prodi sempre giovani dell’Arsenal forgiati da Wenger.

Evidentemente il Real è alla ricerca di un’altra galassia.

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 ARSENAL IN [CHAMPIONS] permalink 
05/03/2008 15:29

Fuori il Milan

Né umiliazione, né batosta, anche se l’eliminazione fa male soprattutto alle casse del Milan.

I rossoneri di Carletto Ancelotti, mollano l’Europa agli ottavi. Non accadeva da tempo, non è normale. Il Milan è al momento una delle migliori compagini in Europa, del resto è campione del mondo. Ha perso ieri sera tra le mura amiche del Meazza, contro un Arsenal sempre pimpante e minaccioso. I gunners hanno meritato la qualificazione, offrendo un calcio spettacolare, dominando soprattutto tra centrocampo e trequarti. Avrebbero potuto passare già prima in vantaggio, ma la squadra di Arsen Wenger, non segna se l’azione non stupisce. L’impressione è quella che gli inglesi rinuncino a concludere se lo sviluppo dell’azione non sia spettacolare.

Dopo la Juve capelliana, l’Arsenal impallina un’altra big italiana. Mentre contro i bianconeri non c’era stata storia, col macht compromesso all’allora stadio Highbury, Camoranesi espulso, il Milan è tornato da Londra con uno speranzoso 0 a 0.

Invece, Maldini e compagni, danno da subito l’impressione di non riuscire a mettere in difficoltà la difesa avversaria. I rossoneri rimangono col dubbio, se esercitando una maggiore pressione, avrebbero potuto mettere maggiormente in difficoltà Gallas e compagnia. Ma se ciò non è avvenuto è da mettere in relazione anche con quel centrocampo ricco di soluzioni sia in fase offensiva che difensiva.

Galliani si consola con i due trofei della stagione. Un mondiale ed una supercoppa europea. Sono d’accordo con lui, la forza di un club si misura anche in questi sguardi alla bacheca.

Cosa che accadeva puntualmente negli anni bonipertiani in casa Juve. Un’altra Juve, diversa da questo Milan!

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Si dice che la felicità duri un attimo. Io conosco quella che dura novanta minuti, immersa in un verde prato, tra i colori delle maglie dei calciatori, il fremito del pubblico, l'irresistibile odore dell'erba bagnata riassunta nello sguardo perso e nel grido GOOOOL.



 
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